© Pino Antonelli | l'autore |
Dal fumetto alla fotografia, e ritorno Chi ha avuto occasione di visitare lo studio di un disegnatore di fumetti, ha potuto notare una serie di cartelle tutte ordinate e divise per argomenti, piene di disegni e soprattutto di fotografie. Si tratta di materiale prezioso per chiunque si occupi di illustrazione. Si ritagliano immagini dalle riviste, da ogni tipo di pubblicazione e talvolta si realizzano appositamente. E' cosi che anch'io ho scoperto la fotografia. Con il primo assegno acquistai una reflex, poi arrivò anche qualche obiettivo, e cominciai a fotografare ciò che mi circondava. Ben presto gli scaffali si riempirono di scatolette di diapositive che riproducevano tutto ciò che mi colpiva, tranne i soggetti utili per i fumetti che disegnavo: si trattava infatti di fumetti erotici (!), assai in voga nel pieno degli anni Settanta. Per tanti motivi, a un certo punto i rapporti professionali si sono invertiti. Chiusi matite e pennarelli nel cassetto e decisi di diventare fotografo. La grande occasione mi si presentò quando entrai in contatto con una società perugina che si occupava di urbanistica e progettazione e che, prima in Italia, presentava i propri progetti con la tecnica della multivisione. Impatto ambientale, piani regolatori con relative varianti, studi del traffico e progetti di parchi naturali, divennero i soggetti delle mie fotografie. Colmo della soddisfazione, e paradosso dell'esistenza e della professione, le riprese in sequenza, concepite per la multivisione, si rivelarono subito parenti assai prossime della visione a vignette alla quale ero già abituato. Oggi, fumetto e multivisione sono relegati in un angolo, e la mia attività professionale è stata una volta ancora reimpostata. Ora si svolge prevalentemente al computer: fotoritocco e multimedialità occupano gran parte della mia giornata, senza peraltro cambiare il colore del conto corrente: sempre in rosso. Ma quando la tramontana ripulisce il Monte Subasio, e quando i colori ridipingono l'Umbria come i turisti non la vedranno mai, allora prendo la borsa con le vecchie Leica ed esco a respirare ancora fotografia. Pino Antonelli | |
| Ritratto dell'autore a cura di Occhiomagico - Giancarlo Maiocchi |
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